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Semplicemente... una faccia da Q


Shopping selvaggio


19 maggio 2006

Shopping selvaggio

Ieri durante la spesa nel più grosso ipermercato della zona, io e quella delinquente che sto allevando
che corrisponde al nome di Greta, dopo che gli ho chiesto almeno cento volte se gli scappasse la pipì
prima di entrare nella bolgia dei carrelli claudicanti, visto che i bagni sono all’esterno, lei la delinquente,
rispondeva sempre “mi compri una bambola?” fino allo sfinimento evitando accuratamente la risposta
sulla condizione della propria vescica. Prelevato il carrello e incastrata la delinquente nello stesso,
al centro dell’iper con già mezza spesa fatta, la testolina mi annuncia che deve fare pipì.
Dopo una decina di bestemmie e imprecazioni di varia natura tutte elargite in assoluto silenzio,
abbandoniamo il bottino guadagnato con tanta fatica tra vecchiette inferocite e uomini pensionati
ad occupare il proprio tempo libero e distruggendo completamente il lavoro del tuo analista che dopo anni
di guadagni era riuscito a farti apprezzare la bellezza della vita nella terza età, per andare in sticazzo di bagni.
 In questi casi di bisogno che, avvengono fuori delle mura amiche t’accorgi quanto sia dura avere delle figlie femmine
. Se fosse maschio gli tireresti fuori, se lo trovi, il pisello e con un’alquanta leggerezza di mira lo faresti
 evacuare trionfante, al limite piscia fuori, ma chissenefrega, male che gli può andare si orina sulle scarpe.
Le femmine sono problematiche. Per evitare qualsiasi contatto con le nobili materie bianche, t’ingegni in posizioni
 plastiche quanto assurde che manco la prima ballerina dei momix si può sognare.
Trovata la posizione resti nell’attesa della fuori uscita del prezioso liquido solo per colore, che è sempre
una sorpresa quanto un dribbling di Donadoni nei tempi migliori. Immancabilmente la prima parte finisce
sempre addosso al porteur. Poi in qualche modo si aggiusta la mira. Esaudite le formalità calderoliane,
si ritorna nell’arena dello shopping così detto “di prima necessità” ben diverso dallo shopping che si
svolge in Via Montenapoleone.
Con la medaglia d’onore su una gamba mi riapproprio del carrello e ci dirigiamo reparto bambole dove
dopo una attenta analisi dei soggetti esposti viene scelta una Winx dai capelli blu elettrico che,
una volta a casa, verrà decapitata, spogliata, torturata e abbandonata nel cesto delle bambole invalide e incompetenti.
 Che, in qualche modo è la fine che si meritano, per non essere all’altezza di badare a se stesse.
 Giunti finalmente a casa e mentre parcheggio la macchina nel garage mia figlia ridendo
mi dice “papà sei proprio un cazzino” con (nonscialan) gli chiedo perché sono un calzino, ma lei mi corregge
 dicendomi con fare puntiglioso “non calzino. I calzini e le mutandine sono una cosa.
Tu sei un cazzino!”

Credo sia giunto il momento per il mio analista di cambiare barca.




permalink | inviato da il 19/5/2006 alle 11:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (66) | Versione per la stampa
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