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Q
Semplicemente... una faccia da Q


Piercing


12 maggio 2006

Piercing, acciaio & affini e la donna chiodo.

Il cielo rigurgitava luce morta.

Al culmine della tristezza l’unico angolo di salvezza è il pub di Toni. Il pub nel pomeriggio è sempre vuoto e Toni
passa le ore a contabilizzare le entrate notturne e a sistemare le bottiglie piene al posto di quelle vuote.
 Mette ordine, insomma.
Toni, mi lascia bivaccare sdraiato sull’ultima panca senza mai chiedermi nulla. Capisce il momento, come
solo un amico può capire. Nell’ angolo buio, dove la luce del giorno fatica arrivare, penso cosa fare.
Resto sdraiato lì, protetto dallo schienale della panchina, come una protezione materna, occhi indiscreti
non possono scovarmi.
Sento delle voci.
Toni sta parlando con qualcuno che è entrato nel pub. Voci femminili. Stanno chiedendo se possono bere qualcosa.
Toni, le accompagna al tavolo dietro il mio. Ci separa solo lo schienale della panchina. Loro non possono vedermi.
Ordinano, due martini, un gin tonic e un alexander. Penso subito che le ragazze ci vanno giù pesante.
 Dalle voci deduco che sono sulla trentina, e dai discorsi le immagino donne in carriera.
La faccia di Toni quando passa per portare le ordinazioni, è esplicita. L’occhio sinistro chiuso e la mandibola
spostata di lato mi fanno capire che le tipe sono extra.
Strano modo di comunicare, ma Toni è così, prima delle parole lui parla con la faccia. Ormai lo conosco e con me
non parla più, muove solo la faccia.
Le quattro donne iniziano parlare del più e del meno. Delle loro storie di femmine, bla bla bla…bla bla bla.
Mi risveglio dal mio torpore, quando inizio a sentire discorsi sul sesso.
Piccole confidenze, storie d’amore e di sesso.
Resto, piacevolmente sorpreso, quando una delle quattro, racconta entusiasta del tipo con il piercig sulla lingua.
Racconta di quanto ha goduto nel farsela leccare. Una cosa così è assolutamente da provare. Lo sottolinea più volte.
Le altre ridono tutte eccitate.
La cantilena delle loro voci mi depositano nelle braccia di Morfeo. Mi risveglio che sono solo, mi alzo e cerco
Toni, lo trovo dietro il bancone a sistemare i fusti della birra alla spina.
Ci guardiamo e all’unisono ci facciamo l’occhiolino, e senza dire una parola esco dal pub.

Tra quattro giorni è il mio compleanno e voglio farmi un regalo.
Mi ritorna in mente la storia del piercing. Ecco, potrei regalarmi un piercing sulla lingua, sarebbe un regalo doppio.
 Farei felice LiQ.

Fisso l’appuntamento da “piercing mania

La donna chiodo, è simpatica e mi mette subito a mio agio.
Dopo le domande di rito, tipo se ho allergie particolari e cazzi vari e sbrigate le necessarie formalità, mi fa
accomodare su una poltrona tipo quella del mio barbiere.
Mi mette una specie di camice sul davanti e mi chiede se sono convinto. Annuisco.
Tiro fuori la lingua e la donna chiodo fa un punto con un pennarello e me lo mostra allo specchio chiedendomi
se la posizione va bene.Mi verrebbe da dirle: faccia da chiodo che cazzo ne so io.
Dico di sì.
Prende una specie di pinza e mi schiaccia la lingua per assottigliarla il più possibile, un dolore della madonna.
Resto alcuni minuti con la lingua incastrata nella pinza schiacciatrice, mentre la donna chiodo da una confezione
sigillata e sterilizzata, tira fuori un ago tipo quelli che usano i marinai per cucire le vele.
Per un momento l’ago è transitato davanti alla mia faccia, e i miei occhi vedendo l’oggetto sinistro, hanno assunto
 l’aspetto di palle sporgenti che nemmeno uno con l’ipertiroidismo può vantare di avere.
La donna chiodo, ha impugnato la pinza tirandola come se volesse staccarmi la lingua dal corpo e con l’ago ha
 fatto breccia nel pezzo di carne stordita.
 Devo ammettere che l’ago è quello che è stato per i miei sensi il più clemente, mentre la tirata di lingua è stata atroce.
 Non oso pensare nel periodo della santa inquisizione, il dolore che hanno provato, tutti quei poveretti che gli hanno
estirpato la lingua dalla sua sede naturale.

La donna chiodo, soddisfatta del buco come se fosse un’opera d’arte e dopo avere valutato l’esito positivo della perforazione
si accinge a infilarmi il piercing: due palline collegate tra loro da una barretta il tutto in acciaio chirurgico,
 una pallina è svitata e ri-avvitata nella sua sede dopo che la barretta ha trapassato il pezzo di carne, la donna
chiodo si aiuta utilizzando due pinze classiche.
Mi fa sciacquare con dell’acqua ossigenata diluita, gesto compiuto un paio di volte.
Ultimo sguardo sull’opera d’arte prima di elencarmi tutte le cose che non devo effettuare nei giorni a seguire;
Per almeno sette giorni non devo fumare, bere alcolici, fare sesso e soprattutto non mangiare cibi solidi.
Per sette giorni mi aspetta una vita di merda.
 La donna chiodo, si raccomanda che devo tenere in bocca un pezzo di ghiaccio almeno per le prime ventiquattro ore.
Sticazzi penso.

Esco e vado a casa.

Sono le 20.00 e arriva LiQ. Sono passate solo quattro ore, e in bocca ho una lingua che occupa tutto lo spazio della bocca.

Ciao Q, come stai?
Fet abbfetastanfetza befetne. ( cazzo non riesco a parlare)
Cosa? Hai fumato?
No uf foggi ho phfatto unafo fatzzata ( minchia peggio del previsto)
Oggi che hai fatto…non ho capito?
Unaf fatzzata
Senti, non capisco un cazzo, hai letto il mio messaggio? Stasera siamo a cena dai miei, dai che siamo in ritardo!!
Coffsa?? (non ci posso credere proprio stasera!!)
Q, smetti di scherzare e vatti a preparare!
Fufguarffda. ( ho mostrato i cinque chili di lingua pulsante)
Hahahahah non ci posso credere, ma ti sei bevuto il cervello hahahahahaha..ma poi alla tua età hahahahhhhahah
maddai non ci posso credere. Chiamo i miei e gli dico che non possiamo andarci.
Fragzie.

 Dopo tre giorni. La lingua è quasi sgonfia, ma non ne sono tanto sicuro.
Nonostante le raccomandazioni della donna chiodo, in questi tre giorni ho fumato come un turco e bevuto
come un alcolizzato solo sul cibo le ho dato retta.
Mi sono nutrito di frutta frullata, ma sogno salami, pizza, bistecche, anche della semplice pasta in bianco.
 Ho una voglia di salato che metà basta. Ho una fame incredibile.

 Adesso, ci penso io, a togliermi sta voglia di salato.

 Dalla dispensa prendo una scatola di fagioli cannellini e una di tonno, olio, sale e pepe e un goccio d’aceto balsamico,
frullo tutto insieme.
 La pappina e troppo densa.
 Aggiungo dell’acqua per diluirla e ri-frullo. Niente ancora troppo densa.
Apro una bottiglia di Nebbiolo e ce ne verso una bella dose e ri-frullo.
 Ancora un po’ di nebbiolo e ri-frullo. Perfetta.
 Ah, questo sì che è un frullato, come dio bacco comanda, cazzo.

 Dopo otto mesi

Ho tolto il piercing. A LiQ dava fastidio e cosa peggiore tutte le volte che mangiavo rischiavo di lasciarci i molari.
L’acciaio chirurgico e troppo duro anche per i miei denti.

 Il cielo rigurgita sempre la solita luce morta.




permalink | inviato da il 12/5/2006 alle 18:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (48) | Versione per la stampa
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